giovedì 3 novembre 2016

Step 5 - I colori nella musica

Yellow- Coldplay
https://play.google.com/music/preview/Tts2wa7qolm45thek4yd6wh64za?lyrics=1&utm_source=google&utm_medium=search&utm_campaign=lyrics&pcampaignid=kp-lyrics
https://www.youtube.com/watch?v=yKNxeF4KMsY



Yellow Submarine- Beatles
https://www.youtube.com/watch?v=vefJAtG-ZKI


Big yellow taxi- Bob Dylan
http://www.azlyrics.com/lyrics/bobdylan/bigyellowtaxi.html
https://vimeo.com/25474946


Yellow Sun -The Raconteurs
https://www.youtube.com/watch?v=BDnphUG5Q8k


Mellon yellow – Donovan
https://www.youtube.com/watch?v=64mb_hUOb4g

Se si ascolta un brano vivace di Mozart e si chiudete gli occhi, cercando di "vedere" un colore. Ci sono buone probabilità che la mente crei toni di giallo o di arancione. È quanto afferma un team di ricercatori dell'Università di Berkeley, in California, secondo cui tendiamo ad associare la musica dalle tonalità maggiori, che di solito ha un timbro più allegro, ai toni del giallo. http://www.focus.it/scienza/scienze/le-connessioni-tra-musica-colori-e-stato-d-animo


Fa magg. giallo come il sole
Si b magg. giallo forte


Step 4- I colori nel mito

Il giallo è il colore del SOLE, del calore e della luce, il potere germinativo del giallo si ritrova in tutte le civiltà, nella mitologia i caldi raggi solari sono considerati generatori di vita come nel mito greco di Danae.
L'immagine della luce come fonte di vita compare nel Cristianesimo in alcune versioni dell'annunciazione e nell'iconografia cristiana si è trasformato nel giallo dorato delle aureole: i primi cristiani associavano Gesù al colore giallo e le allusioni bibliche al Cristo come "luce del mondo" fanno pensare a una penetrazione nella religione cristiana di antichi culti solari.
Questo colore indica anche lo sposalizio e per questo si offrono fiori agli sposi, inoltre bisogna non dimenticare che la natura è ricca di gialli dalle corolle dei fiori alle sfumature del grano, ai frutti che maturano sugli alberi, ai vari cereali come il mais e al polline, tutte cose che tra l'altro sono poste sotto gli auspici del Sole in magia e perciò usati come offerte alle divinità che rappresentano le sue energie.
Il giallo figura ampiamente nei racconti mitologici e ci ricorda ad esempio il vello d'oro e i pomi delle Esperidi che vivevano in un giardino ai confini occidentali del mondo conosciuto e curavano gli alberi dai pomi d'oro custoditi dal serpente Ladone (cosa che ricorda molto il mito dell'Eden dove vi era un serpente che convinse Eva a mangiare il frutto proibito): impossessarsi dei pomi d'oro delle Esperidi fu una delle dodici fatiche di Ercole (o Eracle in greco). In questi simboli del mito sono racchiusi simboli esoterici di immane importanza per la crescita spirituale della persona che ricerca sè stessa ma che difficilmente possono essere affrontati adeguatamente in uno scritto come questo anche perché si potrebbe generare confusione nelle persone non preparate o solamente curiose a riguardo.
Il giallo esotericamente indica il principio attivo e creativo associato al maschile e nei mandala compare spesso come simbolo del padre, in entrambe i casi indica uno sviluppo dell'autonomia e della personalità e una visione serena, positiva ed equilibrata della vita.


Il giallo nel Buddismo
Significato Radici, rinuncia, terra
Visto in Tonache color zafferano
Emozione
Limitazione e nutrimento
Trasforma Orgoglio/ saggezza d'Identità
Buddha Ratnasambhava
Parte del mantra Hum Testa
Parte del corpo Naso
Elemento Terra




GIALLO
Il giallo è il colore più vicino alla luce del giorno. Ha il più alto valore simbolico nel Buddhismo attraverso il suo legame con le vesti color zafferano dei monaci. Questo colore, in precedenza indossato dai criminali, è stato scelto da Gautama Buddha come un simbolo della sua umiltà e della separazione dalla società materialista. Significa quindi rinuncia di desiderio e umiltà. E' il colore della terra, simbolo del radicamento e della serenità della terra.
A Newari Representation of Vasudhara
http://www.cultorweb.com/Simbolismo/ColBud2.html



martedì 1 novembre 2016

Step 3- I codici del colore

https://books.google.it/books?id=fWuBfduzeHcC&pg=PA100&lpg=PA100&dq=altri+nomi+di+giallo+turner&source=bl&ots=e0hOrfsRW9&sig=QNu3ZRCjTCxL_gECq0aSP2wKmVM&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwj-0fflufvPAhXBLMAKHTMtAKgQ6AEIHDAA#v=onepage&q=altri%20nomi%20di%20giallo%20turner&f=false
Giallo Turner: identificato anche come Giallo di Verona, Giallo di cassel,
Giallo di Parigi o ancora Giallo minerale.


1. Codice: https://it.wikipedia.org/wiki/Lista_dei_colori
esadecimale: #F7E89F 

RGB :  R  247
           G 232
           B 159

CMYK:  C 0
             M 6
             Y  36
             K 3

HSV:   H  49.8
           S  35.6
           V 96.9


2. #F7E89F    247  232  159   5  6  47  0  50  36  97  
http://codicicolori.com/codici-colori-rgb 

Step 2 - L'arcobaleno delle lingue del mondo

Giallo Turner
Yellow Turner (inglese)
jaune Turner (francese)

الأصفر تيرنر  (al'asfar tirnr) (arabo)
黃特納   (Huáng tè nà) (cinese)
Amarilla Turner (spagnolo)
黄色ターナー(Kiiro tānā) (giapponese)
κίτρινο Turner  (kítrino Turner) (greco)
Flavum Turner (latino)
Gul Turner (norvegese) 
sárga Turner (ungherese)
groga turner (catalano)
isfar turner (maltese)
Geel turner (Olandese)
желтый Тернер (zheltyy Terner) (russo)
шар Тернер (shar Tyernyer) (mongolo)
жълт Turner (zhŭlt Turne) (bulgaro)
amarelo turner (portoghese)
njano turner (swahili) 
ສີເຫຼືອງ Turner (siheuong Turner) (lao)
сары Тернер (sarı Terner) (kazako)
żółta Turner (polacco)
žltá Turner (slovacco) 
زرد ترنر(persiano) 
yellow turner (zulu)
Kollane turner (estone)
gulur turner (islandese)
gelb turner (tedesco)
สีเหลืองอร์เนอร์  (S̄ī h̄e lụ̄x ngxr̒ nex r̒) (thai)
ofeefee Turner (yoruba)
gialli turner (corso)
צהוב טרנר (ebraico) 
odo turner (igbo)
kowhai Turner (maori) 

Step 1

William Turner, il quale è stato un prolifico artista dell’Ottocento, i cui quadri hanno cambiato radicalmente la storia dell’arte moderna, sia inglese che globale. Il suo sapiente utilizzo dei colori e la tecnica peculiare presente nella stragrande maggioranza dei suoi lavori testimoniano la grande abilità in partocolare il quadro intitolato Luce e colore (la teoria di Goethe)”. Questo “Luce e colore (la teoria di Goethe)”, come si può evincere dal titolo stesso dell’opera, è nato dal grande interesse mostrato da William Turner per il libro di Goethe intitolato “La teoria dei colori”, pubblicato nel 1810.
La scena ritratta all’interno di questa tela quadrata del Turner pittore, è tratta liberamente dal Libro della Genesi: protagonista è il Diluvio Universale raccontato proprio nel libro della Genesi; protagoniste indiscusse della tela sono la possibilità della natura di donare la vita e nel contempo la sua straordinaria forza distruttrice.Turner, scegliendo di rappresentare proprio un tema derivante dal mondo cristiano, non fa altro che suggerire Dio come “motore degli eventi”: è stato Egli stesso ad ordinare a Noè la realizzazione dell’Arca per permettere il salvataggio degli animali, e successivamente è stato sempre Dio ad ispirare Mosè per compiere la scrittura del Libro della Genesi. I colori utilizzati in questo lavoro rappresentano una sorta di vortice colorato con quattro pennacchi leggermente più scuri rispetto alla parte centrale; al centro si scorge appena la figura di un uomo, ovvero Mosè, mentre sotto di lui, Turner dipinge il serpente presente nella Genesi.Come accennato in precedenza, questo quadro è molto legato alla “Teoria di Goethe” dei colori: Turner, colpito dagli studi di questo intellettuale, sceglie di riportare le conclusioni che ha raggiunto all’interno di questa tela, secondo cui la nascita del colore dipende semplicemente dalla luce ed ombra che vengono riflesse da un oggetto trasparente; seguendo questo criterio, in quest’opera, Turner, pone grande attenzione all’utilizzo dei colori e l’immagine che permane “nell’occhio” dell’utente dopo un’attenta visione del quadro.Attraverso questo ragionamento, William Turner pittore, sceglie sapientemente di utilizzare alcuni colori e di attribuire a quest’ultimi determinati ruoli: il rosso ed il giallo devono suggerire felicità ed una visione positiva, mentre colori freddi come il blu devono essere invece portatori di tristezza e angoscia.Secondo Goethe, il giallo, fu proprio il primo colore in assoluto ad essere trasmesso dalla luce, e conoscendo tale teoria, Turner utilizza questo colore nella sua composizione, come chiaro riferimento agli studi dell’intellettuale, ed anche se questa tonalità dovrebbe suggerire felicità, il pittore si focalizza sull’aspetto più negativo, cercando di far prevalere questa emozione piuttosto che quella originale. La curiosa forma circolare che si può notare all’interno della tela, ricorda la forma dell’occhio umano.

Durante il suo primo effettivo tour in Italia, Turner riempì ventitre album, la maggior parte dei quali erano dedicati al periodo trascorso a Roma e nei suoi dintorni, come per esempio a Tivoli; in realtà l’artista riuscì a visitare anche Venezia, Como, Napoli, Pompei e Paestum. L’Italia era stata la meta da lui ambita per tanti anni soprattutto perché Turner desiderava conoscere la campagna che aveva magnificamente ispirato l’opera di Lorrain. Di conseguenza, per prima cosa cercò di individuare gli scenari preferiti del suo predecessore. Ma la ricchezza degli stimoli visivi davanti ai quali si ritrovò superava di gran lunga il programma che si era prefisso, così cominciò a privilegiare la propria visione personale, dipingendo suggestivi, meravigliosi acquerelli, in cui le immagini sembrano sospese sul foglio come un miraggio, un effetto che nasce dall’importante serie di studi dipinti a Venezia nei primi anni Quaranta, e che trasmettono efficacemente l’estasi dell’artista davanti al paesaggio italiano. L’ossessione di Turner per il carattere mutevole della luce fu in definitiva la caratteristica fondamentale di gran parte delle sue ultime opere, egli concentrò la propria attenzione sulla maniera in cui la luce cambia il mondo così come viene visto comunemente. I suoi dipinti furono il modo più esplicito di mostrare ciò che aveva teorizzato Goethe ovvero come, secondo lui, i principi della luce e del colore operassero realmente in relazione all’oscurità e alle tenebre. Il grande poeta tedesco aveva scritto: “La nascita di un colore richiede luce e oscurità, chiaro e scuro, oppure con un’altra formula più generale, luce e non-luce. Vicinissimo alla luce nasce un colore che chiamiamo giallo, vicinissimo all’oscurità sorge invece quanto designamo con l’espressione azzurro” (W. Goethe, La teoria dei colori, a cura di R. Troncon, Il Saggiatore, Milano, 1979).“…Dicevamo: l’intera natura si rivela attraverso il colore al senso della vista. Ora affermiamo, seppure in certa misura ciò possa suonare singolare, che l’occhio non vede alcuna forma, in quanto soltanto chiaro, scuro e colore stabiliscono insieme ciò che distingue un oggetto dall’altro e la parte di un oggetto dalle altre. Sulla base di questi tre momenti costruiamo il mondo visibile rendendo così contemporaneamente possibile la pittura, capace di creare sulla tela un mondo visibile assai più compiuto di quanto possa essere quello reale” (W. Goethe, La teoria dei colori, a cura di R. Troncon, Il Saggiatore, Milano, 1979).Le caratteristiche stilistiche di Turner sono ben evidenti soprattutto nel dissolversi della forma nella luce, che dà all'immagine un aspetto evanescente e un po' sfocato."L’opera di Turner non piacque ai contemporanei abituati alle vedute nitide, quasi fotografiche di Canaletto, alla sua meticolosa definizione dei particolari. Accusavano Turner di usare troppo giallo e di aver abbandonato le regole della “buona pittura”. Ma lo spirito romantico di Turner non è l’esattezza illuministica di Canaletto. L’artista inglese non dipinge vedute di Venezia, ma il suo ricordo della città.  la sua pittura di solo colore è la rappresentazione di un’immagine mentale. Non verità ottica, ma ricordo, ed emozione."